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El fud desain
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In questo numero
E' opinione comune nella nostra società che molti alimenti siano oggi di scarso valore nutrizionale e qualitativamente più scadenti che in passato, sia per il crescente consumo di alimenti già pronti o precucinati, sia a causa dell'esasperata industrializzazione della filiera agroalimentare.
L'industria alimentare ha le sue regole e i suoi fini: produrre una qualità media che risponda ai requisiti sanitari previsti dalla legge ma al minor prezzo possibile. Ottimizzare la catena, accrescere la produttività, queste sono le parole d'ordine. Così un numero crescente di alimenti si allontana da un originario contatto con la terra o con i sistemi più tradizionali di allevamento. Qua il tavolino non serve per mangiare ma per progettare, è il food design.
Viscosità, elasticità, resistenza alla trazione... no, non stiamo parlando dei pneumatici da Formula 1, bensì di parametri da analizzare in una bevanda o in un dessert. Questi tests sono una routine nel laboratorio del food designer. Come si chiamerebbe in italiano? Progettista di cibo? In ogni caso il suo ruolo è proprio questo: creare e progettare nuovi alimenti, svolgendo, quindi, un compito fondamentale in molte industrie alimentari. Cibi tecnologicamente perfetti ma che non hanno una storia, vivono a volte l'arco di qualche mese o di una sola stagione. Il loro progetto è sempre preceduto da un'indagine di mercato (argh! il marketing!) e da un'attenta valutazione delle abitudini e tendenze dei consumatori per cui è ideato.
Il food designer non è però un mago. Deve avere solide conoscenze in chimica, fisica, scienza dei polimeri e degli idrocolloidi. Se riesce a creare un nuovo prodotto, utilizzando materie prime anche di scarsa qualità e che hanno già subito un lungo elenco di trattamenti tecnologici, è perché dalla sua parte ha un lunghissimo elenco di additivi e coadiuvanti tecnologici, senza i quali sarebbe difficile rendere appetibile e accettabile un cibo industriale.
Con questo numero inizia il viaggio in un mondo pieno di attrezzature sofisticate, equazioni matematiche e food texture (la struttura dei nuovi cibi). Si parte con i coloranti. Non c'è dubbio: sarà un viaggio trash!
Ah, dimenticavo: hanno ideato anche la nuova versione di una famosa bandiera. Vuoi vederla? Clicca qua!
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